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mercoledì 29 agosto 2007

Le vite incredibilmente parallele di Lincoln e J. F. Kennedy











Da casualista convinto ho trovato curiose (e un poco inquietanti) le coincidenze che hanno legato tra loro le esistenze dei due grandi presidenti americani, Abraham Lincoln e John Fitzgerald Kennedy.

Tanto per cominciare Lincoln venne eletto presidente nel 1860, Kennedy esattamente 100 anni dopo, nel 1960. Il vice di Lincoln si chiamava Johnson ed era nato nel 1808. Anche il vice di Kennedy si chiamava Johnson, ed era nato esattamente 100 anni dopo, nel 1908. L' assassino di Abramo Lincoln, John Wilkes Bootk, era nato nel 1839. Indovinate quando era nato Lee Harvey Oswald, quello di Kennedy? Nel 1939, cioè 100 anni dopo.

Entrambi furono assassinati di venerdì, entrambi davanti agli occhi delle loro rispettive mogli e di una coppia di amici. Per entrambe queste coppie le mogli ne uscirono illese mentre i mariti rimasero feriti nei rispettivi attentati. In più morirono tutti e due senza riprendere conoscenza. La moglie di Lincoln perse un figlio durante la sua presidenza alla Casa Bianca. Lo stesso accadde alla moglie di Kennedy. Non solo, dei 4 figli che Lincoln aveva avuto, solo 2 erano vivi al momento della sua uccisione. Anche Kennedy ha avuto 4 figli, e anche di questi solo 2 erano vivi al momento dell' assassinio del padre.

Ma non finisce qui, anzi viene il bello: il segretario di Lincoln si chiamava Kennedy, e quella sera cercò di persuadere il presidente a non andare a teatro. Il segretario di Kennedy si chiamava Lincoln e non voleva che il presidente quel giorno andasse a Dallas.
Infine Booth assassinò Lincoln in un teatro, e subito fuggì rifugiandosi in un magazzino. Oswald uccise Kennedy in un magazzino e fuggì nascondendosi in un teatro.

4 commenti:

cinziafelix ha detto...

oh mamma....
inquietante e dico poco...

Webmastro ha detto...

kennedy venne ucciso a bordo della ford modello "lincoln". tiè!

cinziafelix ha detto...

e questa ci mancava! :)

Anonimo ha detto...

Oswald sparò a Kennedy da un magazzino (e non in un magazzino), e si rifugiò subito dopo in un teatro.